lunedì 24 settembre 2018

Al Rifugio Bosio in Valmalenco

"Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere, la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene. Tutto questo perché siamo più vicini al cielo"

Con la frase di Emilio Comici, alpinista italiano degli inizi del '900, voglio cominciare il post dedicato a un'altra bella passeggiata tra i monti della Valmalenco in Valtellina. Perché non importa se si è degli esperti scalatori o dei semplici camminatori della domenica, vecchi o bambini, cani, mucche, pecore oppure cerbiatti, la montagna è talmente grande, buona e paziente da accogliere chiunque. Ed è vero, se la si affronta con il giusto spirito e il rispetto che merita regala panorami indimenticabili capaci di provocare sensazioni di felicità e benessere. Questo è quello che capita pure a me: sentirmi serena e piena di voglia di vivere, più onesta e paziente verso gli altri, propensa a scordare i più o meno grandi disagi della vita quotidiana.  

Il RIFUGIO BOSIO GALLI sorveglia una profonda vallata attraversata dalle acque limpidissime del fiume Torreggio, alla quota di 2086 metri. I valtellinesi e in particolar modo gli abitanti del borgo di Torre Santa Maria ricorderanno il nome di questo torrente che oggi appare calmo e piccolo, ma durante la tragica alluvione del luglio 1987 si trasformò in una furia di fango e sassi e travolse le case fortunatamente evacuate.
Proprio da Torre inizia la strada agro-silvo pastorale che conduce agli alpeggi e ai rifugi alpini. Prima però bisogna acquistare in paese il permesso giornaliero per il transito altrimenti si corre il rischio di incorrere in pesanti sanzioni. Fatto ciò in circa trenta minuti su una strada stretta e piena di tornanti, con pezzi sterrati alternati a tratti in bitume, si giunge al parcheggio della località Piasci a 1650 metri di altezza dove parcheggiamo l'auto per proseguire a piedi verso l'alpeggio. In una manciata di passi gli altissimi larici, pini e abeti cedono il posto ai pascoli disseminati di baite ben restaurate e la vista si spalanca in uno dei panorami, a mio parere, più belli della Valmalenco, che abbraccia le vette innevate dal Pizzo Scalino, riconoscibile dalla forma a piramide, al gruppo del Bernina.
L'aria è fresca e la visibilità perfetta: come si fa a non sentirsi dei privilegiati mentre si è immersi in tutto questo?    

                   Due splendide vedute dall'alpe Piasci sulle vette della Valmalenco



Dal rifugio Cometti appollaiato nella parte alta dei Piasci comincia il sentiero per la Bosio che, dopo aver attraversato il monte, ripiomba nella fitta e umida pineta. L'inizio pianeggiante può trarre in inganno ma consente di scaldare i muscoli per affrontare i tratti più impegnativi di un percorso di circa un'ora e mezza con 400 metri complessivi di dislivello. Incontriamo mucche e scorgiamo dei caprioli, attraversiamo ponticelli e saltiamo qua e là sui sassi per superare i pezzi del sentiero dove le abbondanti piogge hanno creato pozze e numerosi rigagnoli. Mio figlio Leonardo ride entusiasta nello zaino sobbalzando a ogni mio passo e osserva divertito Kira, la nostra setterina, gettarsi in ogni specchio d'acqua. I continui saliscendi rendono il percorso per nulla monotono e gli spazi prativi compaiono di tanto in tanto permettendo agli occhi di avere una visione più ampia e appagante. Come quello dell'alpe Palù di Torre dove le baite si raccolgono attorno a un fontanone e il paesaggio si schiude a 360° gradi sulle vette vicine e lontane. 
Da qui in nemmeno 30 minuti si giunge finalmente al rifugio Bosio e subito una sensazione di appagamento ci assale: anche stavolta abbiamo raggiunto la meta e sebbene non si è sul tetto del mondo siamo contenti di noi stessi e della semplice ma splendida giornata che stiamo trascorrendo. Certo guardando verso i tracciati dell'alta via una lieve malinconia fa capolino... con un bimbo di due anni sarebbe da incoscienti affrontare percorsi più impegnativi una volta tanto amati. Però adesso, rinunciando noi a qualcosa, abbiamo la certezza di trasmettere a Leonardo l'amore per la montagna, insieme alla consapevolezza che nella vita bisogna porsi degli obiettivi e impegnarsi a fondo per raggiungerli, senza avere paura di quanta fatica o di quanto tempo si impiegherà a conquistarli.      

L'ampio pianoro dell'alpe Palù di Torre

Eccoci finalmente al Rifugio Bosio

Durante un'escursione il momento più bello è sedersi a divorare il meritato panino. E quale scenario migliore per esaltare la sosta se non quello delle magnifiche pozze formate dal fiume Torreggio proprio davanti alla Bosio? Quindi buon appetito e alla prossima passeggiata!




Grazie a tutti coloro che hanno visitato il mio blog e hanno condiviso questo post. Un caloroso saluto da Amare, Viaggiare, Scrivere.