domenica 28 aprile 2024

Castell'Arquato e Vigoleno

L'Emilia Romagna non è soltanto mare, divertimento e piadine. Questa regione del nord Italia vanta città d'arte ancora non deturpate dal sovraffollamento turistico, borghi incantevoli, un territorio dalla morfologia estremamente varia in grado di trasportare il viaggiatore dalla pianura agli Appennini in pochi chilometri, passando per le splendide colline verdeggianti.
Parco giochi al Torrione Farnese
Cominciamo l'itinerario dal villaggio medievale di CASTELL'ARQUATO, annoverato fra i borghi più belli d'Italia, lasciando la macchina nel grande parcheggio al di là del torrente Arda e attraversando il ponte per giungere ai piedi del nucleo storico carico di suggestione. Qui le case private, i palazzi, le chiese e le torri sono contraddistinte dalla colorazione gialla rossastra della pietra arenaria mischiata al laterizio. 
Attraversiamo il giardinetto ombroso fornito di scivoli e altalene, accanto all'imponenza elegante del Torrione Farnese noto per la scala elicoidale interna, e superiamo i gradini di scalinata della Boschina per culminare alla Rocca Viscontea. Costruita nel 1343, è composta da sagome semplici, slanciate, e fu posseduta nei secoli dai duchi di diverse famiglie nobiliari. Ricoprì solo una funzione militare e in effetti l'interno è privo di arredi e decorazioni. Il comune di Castell'Arquato che ne è l'attuale proprietario, l'ha resa agibile ai turisti, esponendo nei diversi piani armature, pannelli esplicativi dei metodi di assalto, armi e qualche pezzo d'epoca. Seppure interessanti, il motivo principale della visita è il panorama dai 42 metri della cima del mastio, spalancato sul borgo, e la verdissima val d'Arda. 

Palazzi e ciliegi in fiore salendo verso Piazza Municipio

Rocca Viscontea

Il groviglio di scale nel Mastio della Rocca Viscontea

Due vedute dalla cima del Mastio della Rocca Viscontea



Una volta ridiscesi al livello stradale gironzoliamo negli adiacenti Giardini di Giovanni Paolo II, attorno alla Collegiata del XII e in Piazza Municipio con i ristorantini dagli ambienti graziosi e accoglienti, per poi trovarci al cospetto di Palazzo del Podestà. Fino al 23 maggio 2024 i suoi locali ospitano la mostra temporanea a ingresso gratuito di Gianfranco Asveri, Favole da Cortile, con quadri dai mille colori ispirati alla fantasia dei bambini. 

Nei Giardini di Giovanni Paolo II

Palazzo del Podestà

Scendendo poi su via Sforza Caolzio si osservano l'Ospitale di Santo Spirito, punto di accoglienza dei pellegrini lungo la via Francigena e ora sede del museo Geologico, la Chiesa di Santo Stefano e il neogotico Palazzo Stradivari nelle cui mura si apre una volta con la raffigurazione di San Giorgio e il drago. La discesa è quai conclusa al Palazzo di Giustizia, caratterizzato dalla grande Fontana del Duca dotata di ben otto bocche per l'uscita dell'acqua, e infine si abbandona il borgo attraverso la Porta di Monteguzzo. 
Ma a Castell'Arquato non sono solo i monumenti ad attirare l'attenzione dei turisti, pure i giardini privati, le finestre, i portoni e i terrazzini adornano e valorizzano la bellezza autentica del luogo.

Palazzo Stradivari dall'architettura neogotica

Fontana del Duca al Palazzo di Giustizia

A nove chilometri di distanza, percorsi in una paesaggio collinare prevalentemente agricolo e  con i filari di viti distesi sui fianchi infiniti e ripidi, giungiamo al villaggio medievale tra i meglio conservati di VIGOLENO. Eletto tra i borghi più belli d'Italia e anch'esso appollaiato su un promontorio affacciato sulla Val Stirone, è famoso per il Vin santo, un passito di nicchia conservato in piccole botti per cinque anni. 
Stemma sul castello di Vigoleno

Per accedere al nucleo storico si transita sotto lo stesso portale varcato per secoli da soldati e nobili, giungendo nella piazza ai piedi del Mastio la cui sola possenza scoraggiava i potenziali invasori, e con al centro la fontana cinquecentesca. A pochi passi, tra le vetrine invitanti di botteghe e ristorantini che espongono i prodotti enogastronomici d'eccellenza della zona come salumi e formaggi, si incontra la Pieve di San Giorgio in stile romanico. 
Il borgo è piccolo e lo esploriamo in poco tempo, per poi tornare al Mastio e varcarne l'ingresso. Ad accoglierci, le catene utilizzate per legare i prigionieri. Oltrepassata la biglietteria saliamo le scale per accedere ai piani superiori e uscire sul camminamento merlato di ronda che fungeva da collegamento con la torre sud e la parte residenziale del castello (ora di proprietà privata). Interessante e al contempo macabra è l'esposizione di quattro antichi strumenti di tortura che, fortunatamente, dimentichiamo in fretta grazie al panorama apertosi sulla cime del torrione. Siamo nel Parco fluviale dello Stirone, tra boschi e prati, colli e pianura, vigneti e orti, fra i quali serpeggiano diversi sentieri che percorreremo in un prossimo viaggio in queste terre.

Volta di accesso a Vigoleno

Piazza di Vigoleno

Camminamento di ronda dal Mastio alla parte residenziale del castello

Veduta dal Mastio sul cuore del borgo


Grazie a tutti coloro che hanno visitato il blog e condiviso questo post. Un caloroso saluto da Amare, Viaggiare, Scrivere. 


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