venerdì 18 agosto 2017

Il fiabesco Castel Savoia



Nella profonda vallata di Gressoney, che insieme a quella di Cogne è la più lunga della regione Valle d'Aosta, è possibile lasciarsi ammaliare dalla magia di CASTEL SAVOIA.
La punta delle sue torri circolari si innalzano verso il cielo come i larici e gli abeti dietro cui si nascondono. La fortezza rivestita in pietra grigia è infatti avvolta dalla pineta e ai suoi piedi si estende un giardino roccioso ricco di specie botaniche. Percorrendo il viale ombreggiato pare di entrare in un altro mondo, una realtà incantata dove da un momento all'altro potrebbero sbucare principesse in carrozza, cavalieri sul proprio destriero e servitori frettolosi indaffarati nelle loro faccende. In effetti se fossimo venuti agli inizi del Novecento, anno in cui è stato edificato il maniero, avremmo incontrato la Regina Margherita di Savoia seduta nella veranda con la splendida vista sulla catena del Monte Rosa a sorseggiare un tè e con una cameriera al proprio fianco pronta a esaudire i suoi desideri.


Fu Margherita di Savoia, moglie di Re Umberto I, a volere il castello ispirandosi per l'esterno ai modelli del Medioevo. Tuttavia all'interno preferì dotarlo di sistemi all'avanguardia per quel periodo come il riscaldamento a termosifoni, l'elettricità, i bagni confortevoli e le finestre molto grandi attraverso le quali accogliere la luce del giorno.

Appena si entra è impossibile non rimanere a bocca aperta al cospetto dello scalone in legno curvilineo autoportante su cui trovano posto aquile e grifoni intagliati. Sollevando ancora un po' lo sguardo si è abbagliati dai dipinti dei soffitti a cassettoni che proseguono anche sulle pareti. Ricorrente è lo stemma dei Savoia, lo scudo rosso con al centro la croce bianca. 

                                         Il magnifico scalone lascia senza fiato









Grazie alla presenza della Regina Margherita di Savoia Gressoney si sviluppò turisticamente divenendo una delle mete preferite dai nobili. La sovrana adorava la vallata, i suoi costumi e soprattutto le sue montagne. Proprio l'amore verso queste ultime la portò a raggiungere nel 1893 la capanna Regina Margherita sulla punta Gnifetti del Monte Rosa a oltre 4500 metri di altitudine, costruita in suo onore. Fotografie dell'epoche e la particolare slitta su cui sedeva la monarca durante la salita sono visibili nel castello a testimonianza dell'impresa. L'anno successivo però la morte del barone Luigi Beck Peccoz, a cui lei era molto legata, durante una traversata verso Zermatt condizionò a tal punto la sovrana da non farle più scalare il massiccio. Preferì rimanere nel fondovalle a godere del fresco offerto dalle pinete e dalle acque terse del fiume Lys proprio come abbiamo fatto noi, assaporando le ultime ore di luce di un altro pomeriggio in Valle d'Aosta.

                                              Altre immagini del sontuoso interno 







Tratto dal diario 'Le otto meraviglie della Valle d'Aosta' sulla rivista online Turisti per caso.
Se volete leggere per intero il mio diario di viaggio dedicato alla breve ma intensa vacanza in questa meravigliosa regione alpina cliccate sul link della nota rivista online 'Turisti per caso': http://turistipercaso.it/valle-d-aosta/76964/le-otto-meraviglie-della-valle-daosta.html 

Grazie a tutti coloro che hanno visitato il mio blog e hanno condiviso questo post. Un caloroso saluto da Amare, Viaggiare, Scrivere.