martedì 30 ottobre 2018

Il Castello di Grinzane Cavour

E' autunno nelle Langhe, e questa parte del Piemonte diviene famosa per le degustazioni del buon vino e i piatti spolverati col pregiato tartufo: una vera leccornia. Eppure le Langhe non sono soltanto eccellenze enogastronomiche, perché le colline custodiscono palazzi e manieri, chiese e musei, e l'andare a scoprirli è un vero piacere per l'anima.

Il CASTELLO di GRINZANE CAVOUR s'inizia a vedere da lontano, appollaiato su una collina dai fianchi dolci foderati di vigneti e circondato da un territorio ondulato simile alle onde di un mare calmo che ospita anch'esso la coltivazione dell'uva, eccezion fatta per alcuni rari ritagli di boschi.
Il maniero ci abbaglia con la sua imponenza esaltata da uno sfondo da cartolina, ed è impossibile non rimanerne affascinati. Si sviluppa intorno a uno stretto cortile interno su cui svetta il mastio, la slanciata torre centrale merlata e coperta risalente all'XI secolo, a cui si  sono aggiunti via via gli altri corpi di fabbrica comprese le torrette pensili cilindriche, le decorazioni ad archetti e le apertura ad arco a tutto sesto. La bellezza delle facciate in mattoni rossastri che possiamo ammirare oggi è il frutto dei restauri avvenuti nel 1960.  



La storia del castello è legata alla figura del Conte Camillo Benso di Cavour che qui abitò tra il 1832 e il 1849. Questi fu un noto politico italiano protagonista del Risorgimento, un imprenditore e un innovatore. Attento ai progressi della chimica, della meccanica e nel campo dell'agraria, introdusse dei considerevoli rinnovamenti nella viticoltura al fine di aumentare la produttività. Fatto ancor più importante, in collaborazione con la Marchesa Giulia Colbert in Falletti di Barolo e all'enologo francese Louis Oudart contribuì a trasformare il vino prodotto in queste terre nel prestigioso Barolo.


I vigneti intorno al castello
All'ingresso non passa certo inosservata l'Enoteca Regionale Piemontese Cavour istituita nel 1967 e dove trovano posto i più importanti vini della regione assieme alle grappe e ad altri prodotti tipici.


Simbolo dell'Ordine dei Cavalieri
Nelle sale del maniero si sviluppa invece il Museo Etnografico disseminato di rari oggetti e con la riproduzione di antiche cucine, attrezzi del contadino, la distilleria del 1700, la bottega del bottaio. Si comincia al pian terreno con la Sala del Territorio dove fa bella mostra di sé il Torchio di Monasterolo del 1704, simile nel funzionamento a quelli visti nell'Eremo di Santa Caterina del Sasso e nella Rocca di Angera descritti nel mio diario di viaggio 'Le perle del Lago Maggiore': http://turistipercaso.it/lago-maggiore/77729/le-perle-del-lago-maggiore.html. Sono inoltre presenti pannelli e video che guidano alla scoperta del territorio. 


La cucina dell'ottocento
Dopo scale e corridoi si apre la Sala delle Maschere e subito si è colpiti dal soffitto in legno
 decorato con stemmi, ritratti di personaggi illustri e figure allegoriche. Qui Camillo Benso di Cavour presiedeva le sedute consiliari durante il proprio mandato di sindaco di Grinzane e se si osservano le pesanti sedie disposte attorno al tavolo non può sfuggire il simbolo intagliato 'dell'Ordine dei Cavalieri del tartufo e dei vini di Alba', una sorta di confraternita enogastronomica con lo scopo di diffondere nel mondo i sapori delle Langhe. 

La dispensa dell'ottocento
























Il panorama dal castello
Proseguendo ci s'imbatte nelle spiegazioni esibite nella Sala del Tartufo, dedicata alle 'pepite di Langa'. I tartufi sono funghi ipogei il cui frutto ha la forma di un tubero, assumono colorazioni diverse a secondo della pianta con cui si sviluppano, variano il colore dal bianco al grigio e al marrone, e si raccolgono da fine agosto a gennaio. Questo prodotto era già apprezzato dai Romani e secondo il poeta Giovenale era il frutto di un fulmine scagliato da Giove vicino a una quercia. Nella fortezza di Grinzane si tiene l'importante evento dell'Asta Mondiale del Tartufo bianco d'Alba. 
Infine non potevano mancare la Sala di Cavour e la Sala del Vino, la rossa bevanda già conosciuta in epoca romana e grazie alla quale fin dagli inizi del Novecento fece conoscere al mondo il Piemonte.
Se vi viene fame, prima di lasciare il maniero è possibile pranzare nel ristorante interno, magari nell'intima saletta con vista mozzafiato sui colori autunnali delle viti.





Tratto dal diario 'Fuga d'autunno nelle Langhe' pubblicato dalla rivista online Turisti per caso. Se volete leggere per intero il mio diario di viaggio dedicato alla bella vacanza tra i vini e i meravigliosi colori autunnali delle Langhe, sconfinando fino al Castello della Manta, a Cuneo e al Santuario di Vicoforte, cliccate sul link della nota rivista online 'Turisti per caso': http://turistipercaso.it/langhe/78175/fuga-dautunno-nelle-langhe.html

Grazie a tutti coloro che hanno visitato il mio blog e hanno condiviso questo post. Un caloroso saluto da Amare, Viaggiare, Scrivere.