lunedì 4 gennaio 2021

Savogno, borgo antico

'Savogno è villaggio umilissimo che si aggrappa agli scogli del monte, entro una valle ripida che guida al vertice del Monte Stella... Dallo Stella si prospetta al Canton Grigione da tramontana, alla valle Mesolcina da ponente, alla Lombardia da mezzodì, e da levante all'Engadina svizzera ed al Maloia, da cui parte il gruppo delle Alpi che discendono ad incoronare la penisola italica...'

Sono le frasi di Don Luigi Guanella, parole che meglio non possono descrivere il borgo della Valchiavenna arroccato sui fianchi boschivi della montagna, tra querce e castani, a 932 metri di altitudine e a pochi passi dal confine con la Svizzera.


Il destino di Savogno si è legato al religioso nel giugno del 1867, quando il Guanella fu nominato economo spirituale del luogo, incarico che rivestì per i successivi otto anni. Con la sorella Caterina avviò un'attività pastorale molto intensa grazie alla quale l'opera di evangelizzazione si unì alle iniziative legate al sociale. Si occupava dell'istruzione dei bambini e degli adulti, accompagnava i disabili bisognosi di cure al Cottolengo di Torino, promuoveva le vocazioni sacerdotali e religiose. Non solo, le sue doti pratiche e la voglia di aiutare concretamente il prossimo lo fecero diventare muratore, imbianchino e manovale. Ampliò la chiesa ed eresse il muraglione di sostegno del sagrato, sistemò la canonica per aprirvi una scuola, costruì la tettoia del lavatoio, il cimitero e delle cappelle. Qui, gli insegnamenti dei Vangeli presero davvero forma e il prete Luigi Guanella mise in pratica l'idea di misericordia e aiuto professata dal Cristianesimo. L'unione con il borgo valchiavennasco si spezzò alla fine di gennaio del 1875 quando, spinto da progetti sempre più grandi, partì alla volta di Torino per unirsi a Don Giovanni Bosco.  

La statua dedicata a Don Luigi Guanella... e mio figlio Leonardo che la ammira

Il campanile spunta sopra i tetti delle case

Savogno è un paese antico, costruito dalle mani robuste di quegli uomini che hanno sovrapposto una pietra sull'altra, erigendo muri e scale, e hanno incastrato tra loro travi di legno creando tetti e balconi. E' un borgo dove chi come noi lo attraversa oggi compie un viaggio a ritroso nel tempo e riesce a comprendere la vita dura dei contadini. Calpesta gli stessi sassi e osserva lo stesso panorama sulla vallata e le montagne delle famiglie vissute qui oltre un secolo fa. Adesso è un gioiello da esplorare senza fretta, concedendosi lunghe pause per spiare negli anfratti scuri delle case, per poi sollevare lo sguardo al cielo e lasciar correre lontano la vista. 
Un rifugio offre bevande e piatti caldi ai viandanti. Le fontane, con grandi vasche oppure minuscole, spuntano dietro ogni angolo. D'altronde l'acqua non manca e le incredibili cascate dell'Acquafraggia ne sono la testimonianza (link al post: http://amareviaggiarescrivere.blogspot.com/2014/05/dalle-cascate-dellacquafraggia-alla.html), sebbene il loro fragore non arrivi fin quassù. E' un posto dove portare i bambini a camminare e a raccogliere castagne, a divertirsi con bastoni, sassi e foglie, facendo su e giù da un vecchio scivolo e dondolando su delle altalene di corda e legno. E' un luogo di pace. Qui è facile sentirsi sereni e dimenticare il resto del mondo.

I sassi di Savogno
Il legno di Savogno























Il portale di Savogno...
...visto dai due punti di osservazione

Anche Savogno ha la sua chiesa
Un abitante di Savogno



Diversi percorsi conducono a Savogno. I due più famosi sono quelli con partenza dalle cascate dell'Acquafraggia sottostanti. Coprono circa 500 metri di dislivello e sono percorribili in un'ora e trenta. Uno è davvero particolare con 2886 gradini, mentre l'altro ha una lunghezza maggiore, è più panoramico e meno impegnativo. Ovviamente non sono accessibili ai passeggini, perciò scegliamo di partire dal Pos Motta, un crotto nella frazione omonima di Villa di Chiavenna. Con la pancia piena delle prelibatezze gustate al ristoro, piatti abbondanti di pizzoccheri chiavennaschi, gnocchetti alle castagne e costine al lavecc, cominciamo la ripida mulattiera coperta di foglie secche, gialle e arancioni. Cammina pure Leonardo, contento di trovare le ultime castagne di stagione nascoste tra il fogliame. Arrivati al bivio con il sentiero per Savogno, interrotto a causa della caduta di massi, proseguiamo in discesa fino a intersecare la strada agro silvo pastorale che parte da Villa. E' transitabile soltanto per chi possiede boschi o baite, oppure previo l'acquisto di un biglietto giornaliero. Da qui un'ora di salita a passo veloce, con tratti asfaltati alternati a sterrati, tornanti, punti con pendenze molto impegnative, e un dieci minuti scarsi di sentiero finale, conducono al suggestivo villaggio montano. Immortaliamo con le fotografie questo minuscolo angolo di mondo, sperando che le immagini possano trasmettere anche a voi le emozioni di un'indimenticabile giornata trascorsa in famiglia, sulle montagne di Savogno, il borgo legato a Don Luigi Guanella.





Grazie a tutti coloro che hanno visitato il mio blog e hanno condiviso questo post. Un caloroso saluto da Amare, Viaggiare, Scrivere.