venerdì 16 febbraio 2024

La bellezza dell'Orrido di Bellano

Siamo nuovamente sul lago di Como, meta ambita dai viaggiatori di tutto il mondo, attori e milionari compresi, e pure da noi gente comune che sebbene guidando un'utilitaria e non potendosi permettere hotel a cinque stelle, possiamo godere in ugual modo di quest'angolo di Lombardia. 
La meta è l'incantevole paese di Bellano, riconosciuto a ragione come uno dei Borghi più belli d'Italia, serrato tra i fianchi ripidi e boschivi della montagna e le acque piatte dello specchio lacustre. Negli ultimi anni l'amministrazione lungimirante della piccola cittadina è stata in grado di riqualificarne le bellezze, spalancando le porte ai turisti la cui presenza è in continua crescita. Il centro storico è un labirinto di vicoli, illuminati la sera con le luci calde dei lampioni dalle sagome antiche, capaci di creare un'atmosfera soffusa e accogliente. La riva è percorsa dal viale pedonale, che regala un panorama ampio, culminante nel circolo di vela opposto al parco giochi e poi nel lido accanto a cui sfocia il torrente Pioverna.

Nel centro storico di Bellano



Le case colorate di Bellano si mescolano al panorama del lago


E' proprio l'incedere continuo e potente delle sue acque il responsabile delle azioni di scavo e modellamento delle enormi marmitte che, nel corso dei secoli, ha creato profonde caverne, piccoli anfratti, anse, dove l'acqua rimbomba, generando scompiglio con cascate e mulinelli, e sprigionando nuvole di spruzzi. Questo spettacolo si chiama Orrido di Bellano.
L'ingresso è posizionato nei primi gradini della scalinata sul retro della chiesa prepositurale dei Santi Nazaro e Celso, ma il percorso di visita vero e proprio ha inizio in corrispondenza della Cà del Diavol. Recentemente ristrutturata e dal nome appositamente inquietante per incuriosire gli avventori, conserva degli affreschi di figure mitologiche e appunto del diavolo, pare infatti che qui si consumassero riti satanici. Seppure visitabile noi passiamo oltre, cominciando a camminare lungo le passerelle e le scalinate in cemento e ferro che si addentrano tra le pareti di roccia umida e levigata, ricoperta in parte da felci, edere verdissime e muschi, e sulle quali si aggrappano persino delle palme. L'aria è gelida d'inverno e si mantiene fresca pure in piena estate.







Ogni passo è suggestione, è un continuo guardare in basso verso la forra dove si aggrovigliano le acque azzurre del Pioverna, e poi rialzare piano la testa per seguire il salto delle cascate e lo scorrere della storia geologica di un territorio così particolare. 





Il percorso 'riemerge dagli inferi' in prossimità del cimitero comunale e della chiesa di San Rocco eretta nel 1489, sebbene le sembianze attuali siano il frutto di un restauro condotto nel 1969. Ospita il Sacrario dei Caduti e purtroppo è solitamente chiusa, ma ci consoliamo sbirciando il lago che compare al di sopra dei tetti e i campanili bellanesi, perché pure questo, come tanti panorami d'Italia, è di certo uno tra i più belli al mondo. 

La chiesa di San Rocco segna la fine del percorso


Grazie a tutti coloro che hanno visitato il blog e condiviso questo post. Un caloroso saluto da Amare, Viaggiare, Scrivere. 


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