lunedì 18 marzo 2024

Innominato, Camposecco e pranzo magico

Guidando lungo la statale che attraversa il paese di Vercurago, in provincia di Lecco, può passare inosservato lo sperone di roccia su cui si ergono i ruderi della rocca dell'Innominato. Eppure domina il paesaggio con i laghi di Olginate e Garlate, e le case del piccolo centro abitato raccolte attorno al Santuario eretto in onore di San Girolamo, vissuto tra il 1486-1537, e ricordato per l'aiuto ai poveri e agli orfani. 

I ruderi della Rocca dell'Innominato dominano il paesaggio

La chiesa guarda verso l'alto in direzione dell'antico maniero, raggiungibile da qui in circa mezz'ora e che lo scrittore Alessandro Manzoni nel romanzo 'I Promessi Sposi' immaginò come la residenza dell'Innominato, da cui appunto trae il nome. 
La Scala Santa
In realtà se ne ha documentazione fin dal XII secolo, a quei tempi appartenente alla famiglia Benaglio, poi la fortezza passò ai Della Torre e successivamente fu trasformata in punto di confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Venne distrutta agli inizi del 1500 e proprio tra quelle rovine trovò rifugio San Girolamo, il quale ci ricavò un luogo di penitenza. 
Negli anni a venire i Padri somaschi, seguaci del Santo, acquistarono i terreni limitrofi e sottostanti la rupe per realizzarvi un Sacro Monte corredato di Cappelle per ricordare le opere caritatevoli di San Girolamo. A circa metà del selciato si staccano sulla destra i 101 gradini della Scala Santa che, se percorsi in ginocchio pregando e meditando, consentirebbero di meritare l'indulgenze. Poi in corrispondenza della cappella finale addossata alla roccia si prosegue su delle scalinate più agevoli e con poco sforzo si giunge al Castello dell'Innominatoa 405 metri di altezza, intitolato al personaggio dalla psicologia complessa in bilico tra il bene e il male. La veduta dal rettangolo prativo circoscritto dai ruderi è ampia, si estende sino a Lecco e oltre, e ricorda le descrizioni suggestive del Manzoni.

Scorcio dal Sacro Monte di Somasca

Panorama dal castello dell'Innominato

Abbandonato il castello dell'Innominato proseguiamo in discesa sul lato opposto del cucuzzolo e poco oltre il bar trattoria 'La Rocca' imbocchiamo il sentiero per località Camposecco, a 600 metri di quota, che ospita il rifugio omonimo. Il percorso è immerso nella frescura del bosco in un susseguirsi di pianori e salite, di entrate e uscite dalle vallette umide zeppe di felci, risulta ben segnalato e privo di pericoli, ma non percorribile con i passeggini. La potenza della natura, capace di creare e al contempo di devastare, è celebrata a metà percorso con piccole sculture in legno e la citazione de 'Il cantico delle creature' di San Francesco d'Assisi. Ricorda la tromba d'aria del 29 ottobre 2018 abbattutasi sulla zona e a causa della quale la foresta venne in parte distrutta. 

In ricordo della tromba d'aria del 29 ottobre 2018

Quaranta minuti è il tempo necessario dalla rocca per sbucare sul promontorio prativo di Camposecco. Le grosse piante di castagni tutte intorno non ostruiscono la visuale che risulta ampia e profonda, specialmente nelle giornate terse come quella di oggi. Gli occhi possono viaggiare dai Resinelli e l'imbocco della Valsassina, a Lecco e il suo ramo del lago di Como, dal lago di Garlate e la Brianza fino alle montagne piemontesi, creando un dipinto da incorniciare.

Panorama da Camposecco verso la Brianza

Veduta da Camposecco in direzione di Lecco e del lago di Como

E dopo la camminata il modo migliore per recuperare le energie è un pranzo appetitoso, meglio ancora se gustato in un ristorante magico. Bisogna guidare per circa mezz'ora in direzione di Bergamo e fermarsi proprio lungo via Briantea nel paese di Palazzago, nel piazzale di un edificio dall'esterno anonimo capace di accrescere l'effetto sorpresa. Avvicinandosi a piedi all'entrata si inizia a sospettare qualcosa, e in effetti la statua di una Sirena del Lago Nero assieme all'automobile azzurra 'volante' ci ricordano un film, o meglio una saga che ha stregato adulti e bambini di tutto il mondo.   
La prova del Cappello Parlante
Era il 1997 quando sugli scaffali del Regno Unito compare per la prima volta il romanzo dedicato al maghetto 
Harry Potter. Da allora la scrittrice Rowling ha creato sette libri ambientati nella prodigiosa scuola di Hogwarts, tradotti in ottante lingue e con oltre 500 milioni di copie vendute, ai quali si sono ispirati otto film incredibili. E' proprio da questa storia che si ispira il Binario Magic Pub, il ristorante ideato da e per gli appassionati di Harry Potter. 
Oltrepassata la porta d'ingresso bisogna superare la prova del Cappello Parlante per accedere a una delle tre sale, sedendosi al di sotto di esso e attendendo il suo responso: a quale delle quattro Case (Grifondoro, Serpeverde, Corvonero, Tassorosso) si è destinati. Poi in bagno è bene prestare attenzione al un grosso Troll, infine ci si può accomodare a uno dei tavoli del salone sulle cui pareti compaiono ritratti animati, oppure nella Foresta Oscura popolata dai Dissennatori, o ancora sedersi in compagnia del Basilisco. In ogni caso il pranzo, o la cena, saranno una magia deliziosa grazie ai piatti, i cocktails, i dolci e i menù a tema rigorosamente a tema Harry Potter!  


Nel Binario Magic Pub







Grazie a tutti coloro che hanno visitato il blog e condiviso questo post. Un caloroso saluto da Amare, Viaggiare, Scrivere. 

Nessun commento:

Posta un commento