lunedì 19 gennaio 2015

Gubbio, la Città grigia

Tratto dal diario 'La nostra bell'Italia' sulla rivista online Turisti per caso.
Se volete leggere per intero il mio diario di viaggio dedicato alla breve vacanza sospesa tra la Romagna di San Leo, le Marche di Gradara e Urbino, l'Umbria di Gubbio e la bassa Lombardia di Mantova, cliccate sul link della nota rivista online 'Turisti per caso':
http://turistipercaso.it/italia/72883/la-nostra-bellitalia.html

Inizio col dire che il nucleo medievale di GUBBIO, in Umbria, è tutta un'opera d'arte e i vari monumenti che s'incontrano possono essere considerati come dei diamanti che impreziosiscono una collana d'oro. Sviluppatasi in verticale lungo i fianchi del Monte Ingino, Gubbio è anche chiamata la 'Città grigia' a causa della pietra calcarea dal caratteristico colore grigiastro con cui è stata costruita.

Piacevolmente accompagnati da una miriade di graziosi negozi che espongono souvenir, tipici prodotti enogastronomici o artigianali ceramiche e maioliche dipinte a mano, saliamo fin nella Piazza Grande che poi è una splendida terrazza sorretta da grandi volte e dalla quale si osserva il panorama sugli edifici antichi e la vallata chiusa in lontananza dai bassi rilievi. Qui è impossibile non rimanere colpiti dalla possente struttura merlata di Palazzo dei Consoli e dal prospiciente Palazzo del Podestà. 

Panorama di Gubbio dalla Loggia del Palazzo dei Consoli
La costruzione di PALAZZO DEI CONSOLI iniziò nel 1300 e continuò per ben cinque secoli. Se pur la struttura rispecchia i vecchi canoni medievali, la presenza di servizi igienici e condutture per l'acqua corrente simboleggia per quei tempi un elevato avanzamento tecnico. Fu la sede delle maggiori figure politiche e giuridiche del comune di Gubbio, infatti nella grande Sala dell'Arengo, dall'altissimo soffitto a volta, si riuniva il Consiglio Generale del Popolo. Nella vicina Cappella sono conservate le famose 7 Tavole Iguvine in bronzo. Scoperte nel 1444 nell'area del teatro romano, su di esse sono stati incisi tra il III e il I secolo a.C. dei segni alfabetici nel linguaggio umbro. A oggi, dopo i numerosi e fantasiosi tentativi d'interpretazione, si può affermare con certezza che le tavole rappresentano il testo rituale più lungo dell'antichità e svelano anche aspetti nell'ambito militare, economico e giuridico. 
Il Palazzo, che dal 1909 ospita il Museo Civico, comprende la collezione archeologica nei sotterranei, quella orientale e risorgimentale e la Pinacoteca con dipinti, affreschi, arredi e oggetti d'epoca in quello che una volta era il piano nobile dove risiedevano ed esercitavano i Consoli e il Gonfaloniere (paragonabile all'odierno magistrato). Dalla Pinacoteca all'ultimo livello dell'edificio, si accede alla loggia esterna ed è inutile dire che la vista da lassù è entusiasmante.

Il Palazzo dei Consoli di Gubbio visto da Piazza Grande
Sala dell'Arengo nel Palazzo dei Consoli
Tre delle sette Tavole Iguvine conservate nel Palazzo dei Consoli
Pinacoteca nel Piano Nobile del Palazzo dei Consoli
Lasciata Piazza Grande mentre le luci della sera iniziano a illuminare le vie del centro, ci inerpichiamo fino alla Cattedrale di Sant'Ubaldo o Duomo di Gubbioeretta in epoca medievale e dalla struttura compatta, possente, semplice sia all'esterno che all'interno. La chiesa si trova proprio di fronte al Palazzo Ducale del XIII secolo e di cui limitiamo la visita all'elegante cortile rinascimentale interno circondato dal bel colonnato. Il sito, originariamente di proprietà della magistratura comunale, fu donato al duca Federico di Montefeltro il quale lo trasformò nella splendida dimora che si è conservata fino ai giorni nostri. Imperdibile anche il suo giardino pensile che si raggiunge direttamente da Via Sant'Ubaldo attraverso un 'voltone' e un porticato sostenuto da sei possenti colonne. 

Cortile interno del Palazzo Ducale
Il Palazzo Ducale visto dal giardino pensile
CURIOSO sapere che durante il periodo natalizio sui fianchi del Monte Ingino che scendono sino a Gubbio è allestito uno degli alberi di Natale più fascinosi dell'intero pianeta. Pensate che le luci che lo costituiscono sono collegate con più di 8,5 chilometri di cavi elettrici e negli anni '90 è entrato a far parte nel Guinness dei primati come l'albero più grande del mondo.

Grazie a tutti coloro che hanno visitato il mio blog e hanno condiviso questo post. Un caloroso saluto da Amare, Viaggiare, Scrivere.

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