martedì 25 agosto 2020

Riscoprendo l'Aprica

Come per la Valgerola (post intitolato 'diga di Pescegallo e passo del Forcellino' al link: http://amareviaggiarescrivere.blogspot.com/2020/08/diga-di-pescegallo-e-passo-del.html), anche l'Aprica è una meta valtellinese vicina a casa che non frequentavamo da tempo. Per anni ci siamo limitati ad attraversarla, essendo il maggiore valico alpino di collegamento tra la Valtellina e la Val Camonica. Grazie alla conformazione delle montagne che la circondano regala passeggiate adatte a chiunque, dai bimbi piccoli agli anziani, e gli escursionisti esperti possono cimentarsi in percorsi più lunghi fino alle vette del comprensorio. In estate sono in servizio due cabinovie, Palabione e Magnolta (per info su orari e prezzi consultate il sito: https://www.aprica.it/impianti-di-risalita-estivi/). Per  affrontare la nostra facile camminata le sfruttiamo entrambe. 

Arriviamo ad Aprica nel primo pomeriggio e subito saltiamo in una delle cabine un po' datate della Magnolta, la cui partenza si trova nei prati ripidi a inizio paese, verso Tresenda, a 1214 metri di altezza. In dieci minuti veniamo trasportati in un paesaggio di pascoli ampi e pinete con viste che spaziano sul fondovalle, Aprica e Trivigno, e i monti che disegnano il versante retico del medio tratto valtellinese. Dalla stazione di arrivo della cabinovia, posta a 1874 metri s.l.m., saliamo un poco seguendo la strada sterrata che d'inverno si trasforma in una pista innevata, la piana dei Galli, per arrivare a un avvallamento con tavoli, panchine e un bel laghetto per la pesca circondato dai pini, con tanto di spruzzo d'acqua. Poco oltre si apre il panorama affascinante sul lago di Belviso e una manciata di passi conducono all'agriturismo Malga Magnolta a 1945 metri di quota.

Lago di Belviso visto dalla piana dei Galli

Laghetto di pesca alla piana dei Galli

Altro scorcio del laghetto di pesca con sullo sfondo la piana dei Galli

Panorama sulle Alpi Retiche dall'agriturismo Malga Magnolta

L'ampia piana dei Galli

Oltrepassato l'agriturismo Malga Magnolta seguiamo le indicazioni per il percorso tematico 'il legno è vita' che si snoda su un comodo tracciato largo, sterrato e in prevalenza pianeggiante. Pian piano si lasciano i pascoli per essere inghiottiti dal fresco della pineta. Qui l'aria odore di muschio, pigne e terreno umido, si ascolta la musica dei ruscelli e ci si lascia pervadere dalla tranquillità che solo questo tipo di ambiente è capace di infondere nell'animo umano. La pressione del corpo si abbassa, lo stress svanisce e gli occhi si rilassano mentre i muscoli del corpo compiono uno sforzo lieve. Lungo la via, a intervalli regolari, sono sistemati dei pannelli arricchiti da foto in cui vengono spiegati le caratteristiche del legno, il suo impiego nella vita di ogni giorno, la produzione e molto altro. 
Abbandoniamo il percorso prima della fine, dopo 20/25 di minuti di cammino dall'agriturismo, per imboccare un sentiero ben tenuto che scende zigzagando tra le conifere e in un quarto d'ora sbuchiamo nel pianoro che ospita il rifugio Valtellina. Siamo a 1920 metri di altitudine. Qui Leonardo può divertirsi sui giochi mentre io e mio marito beviamo rispettivamente un caffè e una birra comodamente seduti sulle sdraio. Non vorremmo essere da nessun'altra parte. Questa sensazione ci riempie di gioia e annulla di conseguenza la smania di fare o di vedere qualcosa di diverso. Sarebbe magnifico poter fermare il tempo ma sappiamo bene che non è possibile, allora fissiamo le emozioni. Quelle resteranno con noi  per sempre e ovunque andremo. 

Rifugio Valtellina

Ritardiamo fino all'ultimo secondo la discesa al ristoro Pasò, stazione di arrivo della cabinovia Palabione, a circa 1700 metri di altitudine. Alterniamo i tratti lungo la strada che taglia la pista alle incursioni nella splendida pineta per sentire sotto i piedi il morbido tappeto composto da aghi e muschio. Dopo 20 minuti giungiamo appena in tempo per salire sull'ultima corsa dell'impianto.

Ristoro Pasò all'arrivo della cabinovia Palabione

Il forte temporale del tardo pomeriggio ci impedisce di concludere la serata all'Aprica, ma concede a Leonardo un'ora abbondante di gioco nei parchi sparsi nei prati, dove il perimetro del paese incontra le piste da sci. Gommoni, gonfiabili, altalene, carrucola e scivoli sono gremiti di bambini a testimoniare che questa stagione 2020 ce la ricorderemo pure come l'estate della montagna per eccellenza.

Grazie a tutti coloro che hanno visitato il mio blog e hanno condiviso questo post. Un caloroso saluto da Amare, Viaggiare, Scrivere.   

Nessun commento:

Posta un commento