sabato 27 luglio 2019

Una passeggiata in val Viola

L'Alta Valtellina è ancora una volta la meta di una splendida camminata estiva. L'afa della pianura ci spinge a trovare refrigerio tra le montagne che quest'anno, grazie alle piogge e alle nevicate abbondanti, sfoggiano una vegetazione rigogliosa sui pendii e ancora  molta neve sulle cime. 
Superato il bel paese di Bormio (se volete scoprirlo leggete i post ai link: http://amareviaggiarescrivere.blogspot.com/2015/05/bellezze-di-valtellina-bormio.html e http://amareviaggiarescrivere.blogspot.com/2016/10/a-bormio-col-monello.html) si sale lungo la strade statale 301 del Foscagno e Livigno per circa 18 chilometri, fino al paesello di Arnoga a 1850 metri. Lì su un tornante comincia la carrozzabile, stretta e tortuosa, per la VAL VIOLA e nulla lascia a immaginare cosa si nasconde al di là delle alte conifere.  


Panorama all'inizio della passeggiata. Sulla sinistra si intravede l'alpe Dosdè
Il transito sul tratto asfaltato della lunghezza totale di cinque chilometri che conduce a 2000 metri di altezza è a pagamento, 5 euro a veicolo, ed è regolamentato in base alla disponibilità dei parcheggi presenti. Una volta esauriti, il passaggio viene chiuso ed è possibile accedere alla vallata soltanto a piedi oppure usufruendo della navetta al costo di 3 euro, solo andata, e 5 euro andata e ritorno. Il trasporto è gratuito per cani e bambini. In tal caso si lascia l'auto nell'ampia area di sosta libera di fronte all'hotel Viola per poi raggiungere a piedi la partenza del bus, distante trecento metri circa.   
Usufruire di questo servizio risulta comodo e rilassante. Non si è impegnati nella guida e ci si gode appieno il passaggio nella pineta, il cui sottobosco compatto e umido è inciso di fiumiciattoli.  
Il canyon del fiume che attraversa la vallata
Una volta scesi dal mezzo si viene avvolti dall'odore di muschio, resina e tronchi. 
La camminata di un'ora e venti che conduce al rifugio Viola a 2314 metri di altitudine comincia su uno sterrato dalle pendenze non impegnative e prosegue alternando tratti pianeggianti per superare 300 metri di dislivello. 
Salendo la vallate, dapprima stretta e con vedute sulla sinistra verso la val Verva, il panorama comincia ad aprirsi. Il bel pianoro dell'alpe Dosdè, incorniciato da vette coperte di ghiacci, compare in lontananza come un'idilliaca oasi di pace. Più avanti la valle si schiude ancora di più e diventa dolce. Prati fioriti ospitano pozze e laghetti e sopra le zolle inzuppate di acque pascolano mucche e cavalli. Man mano che si prosegue la sagoma austera e rossiccia del rifugio Viola si staglia nel paesaggio verdeggiante. Non appare come una malga dai bei tetti spioventi in legno e le mura in sasso. 


Panorama sull'altopiano della val Viola con, sullo sfondo il rifugio e il valico omonimi
Il rifugio Viola conserva la struttura di vecchia caserma
Agli inizi nel '900 era una caserma i cui interni poi sono stati ristrutturati per adattarli a capanna alpina. Ci troviamo vicinissimi al confine svizzero e si può quindi intuire l'importanza strategica assunta dal luogo nel secolo scorso. 
Qui si possono assaggiare le specialità locali ma noi preferiamo stendere il nostro tele accanto al fiume e gustarci il pranzo al sacco assieme a nostro figlio Leonardo di tre anni e a Kira, la setterina di casa.  
La sosta rigenerante ci carica delle energie necessarie per raggiungere in mezz'ora di passeggiata il passo Viola a 2460 metri. Spingendosi poco oltre il valico il paesaggio offre delle vedute meravigliose sulla val di Campo, in Svizzera, che sale dalla località di Sfazù, lungo la carrozzabile del passo Bernina. Dall'alto è ben visibile il lago Viola, preludio di una serie di laghetti sparsi tra due ali di montagne. Noi li abbiamo scoperti durante un'escursione alla quale ho dedicato un dettagliato post, corredato da fotografie, al link: http://amareviaggiarescrivere.blogspot.com/2015/10/i-paesaggi-della-val-di-campo.html.


Salendo verso il passo Viola
Vista sulla val di Campo in Svizzera dal passo Viola
Sulla strada del ritorno la vista spazia sull'altopiano poco prima attraversato, facendocelo ammirare in tutta la sua interezza. Specchi d'acqua, una malga e il rifugio animano l'ambiente alpino. La presenza dell'uomo è discreta e l'aria è rallegrata dal suono dei campanacci. 


Le tonalità della natura sono meravigliose
Prima di tornare alla navetta è d'obbligo concedersi una pausa ai tavoli esterni della vecchia caserma per gustarsi una deliziosa torta di grano saraceno e marmellata. E' il momento più bello della giornata perché il calore del sole si è indebolito e soprattutto non c'è più nessuno: pazzesco! Dopo le quattro del pomeriggio la vallata si spopola dei turisti ed è possibile godere appieno dell'atmosfera rurale. Lo stress si dimentica facilmente e la tranquillità regna sovrana. 
Noi amiamo queste sensazioni. Noi adoriamo la montagna. 

I colori brillanti della sera in val Viola

Grazie a tutti coloro che hanno visitato il mio blog e hanno condiviso questo post. Un caloroso saluto da Amare, Viaggiare, Scrivere.   

Nessun commento:

Posta un commento