giovedì 23 febbraio 2023

Torino: la città che non delude mai

E' la terza volta che torniamo a camminare sotto i portici di via Roma a Torino, ammirando i palazzi signorili che compongono la scacchiera del centro storico e lasciando vagare lo sguardo nelle piazze infinite ed eleganti. Torino è vivace e fascinosa. Mi piace a tal punto da averle dedicato già diversi articoli: I mille volti di Torino, La bella Superga, Nel museo Egizio, Al Mauto
L'ingresso del Museo del Risorgimento
E' una città universitaria segnata da una storia lunga e impegnativa, fatta di traguardi
 importanti come quello del primo Parlamento italiano nel 1861 e lo sviluppo della FIAT, ai tempi un polo industriale fra i più grandi d'Europa, ma pure dalla profonda crisi economica da cui è stata in grado di rialzarsi. 
Ora è glamour e moda, boutique e ristoranti stellati, arte, culture e musei. L'atmosfera non è scalfitta dai senzatetto nascosti sotto un mucchio di coperte agli angoli delle case e dalle 'persone invisibili' che chiedono l'elemosina. Pure noi egoisticamente volgiamo gli occhi da una parte, verso il bello e il lusso, seppure quest'ultimo non accessibile. Vogliamo svagarci, ne sentiamo il bisogno, perché di questi tempi più che in altri periodi siamo letteralmente travolti dai problemi: l'ansia per un'epidemia non ancora del tutto placata, la guerra, l'inflazione, l'incertezza per il futuro nostro e dei nostri figli, il decadimento del senso civico e della società in genera. Si desidera trascorrere momenti positivi e di pensare in modo ottimista, ed entrambe le esigenze escludono il disagio sociale di alcune persone.

L'elegante Piazza San Carlo

Iniziamo la prima delle due giornate a Torino all'ora di pranzo, gustando un panino su una panchina al sole del Parco pubblico Pellerina. Parcheggiare l'auto non è un problema data la presenza di numerosi posti auto liberi sulle strade che lo circondano. E' solo febbraio eppure le temperature tiepide ci coccolano come a primavera inoltrata. 
Trattasi del maggiore giardino urbano della città, è attraversato dal fiume Dora Riparia, include tensostrutture sportive, chioschi e il Ristorante & Resort Cascina Marchese, parchi giochi e attrezzi ginnici. Non mancano colline e prati, grandi latifoglie e fazzoletti di pineta, ruscelletti e fontanelle, animali come oche e anatre, sentieri e viali lungo cui correre, camminare e andare in bicicletta. La sezione a nord del corso d'acqua è intitolata alla memoria dei sette operai morti nell'incendio scoppiato negli stabilimenti della Thyssenkrupp il 6 dicembre del 2007. Quella parte del parco è resa particolarmente bella dalla presenza di due laghi e uno stagno, e attraversarla è piacevole, rilassante, ci riconcilia con la natura.
Nel parco risplende un albero, seppure spoglio e secco, la luce si rinfrange sui ninnoli appesi  ai rami e di notte le lucine si accendono per ricordare due ragazze che non ci sono più. La diciassettenne deceduta dopo un calvario di numerosi interventi chirurgici e l'altra di due anni più giovane che si è tolta la vita impiccandosi a una pianta lì vicina.

Uno scorcio del Parco Pellerina

L'albero dedicato al ricordo delle due ragazze decedute

E' giunto il momento di tuffarci nell'atmosfera coinvolgente e chiassosa del Luna Park di Carnevale allestito nella zona sud-est del parco. Vogliamo lasciarci stordire dalla velocità delle montagne russe e dal roteare vorticoso delle giostre, di scatenare l'adrenalina nelle case degli specchi e dei mostri, e di mettere alla prova la capacità di mira per abbattere lattine e vincere simpatici peluche. Non si rischia di soffrire la fame vista la presenza di numerosi stand dai quali sfuggono profumi di ciambelle, crepes, panini e hot dog, e neppure di patire la seta dato che assieme al festival del Luna Park si festeggia la Fiera dei vini, con tendoni all'interno dei quali si gustano piatti nostrani e soprattutto si beve e si balla.

Una delle giostre del Luna Park di Carnevale

Ma Torino non è solo divertimento. Negli ultimi anni il rilancio turistico del capoluogo piemontese si è basato sulla valorizzazione del patrimonio storico, sulla stesura di una ricca proposta culturale e la messa in risalto delle tante esposizioni. 
Prima fra tutte è sicuramente il Museo Egizio (il cui ingresso è vincolato alla prenotazione online sul sito: https://museoegizio.it/ ). Varchiamo per la seconda volta la soglia del bel palazzo barocco posto su una parallela dell'elegante via Roma, per esplorare l'esposizione egizia più antica al mondo, fondata nel 1824 e considerata la più importante dopo quella de Il Cario. Stavolta la scopriamo grazie alla visita guidata 'Giù la maschera' pensata appositamente per il periodo carnevalesco e adatta alle famiglie con bambini dai 6 agli 11 anni. Di certo passeggiare sui quattro piani zeppi di reperti, accompagnati da una guida esperta, simpatica, capace di coinvolgere pure i più piccoli e in grado di calamitare l'attenzione dei partecipanti su un percorso di storia ordinato, è un valore aggiunto. Fra le moltissime informazioni e curiosità dispensate, e i contenuti delle tante teche perlustrate, portiamo a casa dei ricordi preziosi

La statua dell'emblematica sfinge

Come quello della mummia di Gebelein, frutto della mummificazione naturale sotto la sabbia risalente a 5600 anni fa. I simboli del potere del faraone, considerato il figlio degli dei e perciò una sorta di divinità, il fagotto di bende all'interno del quale le analisi non invasive hanno dimostrato sia contenuta una mummia, la bellezza delle tuniche a pieghe e la quantità degli oggetti deposti nelle tombe che sarebbero serviti al defunto nell'aldilà. E ancora, le pitture sulle pareti delle stesse da cui si evincono gli aspetti dell'antica società egizia, la bella statua del sovrano Amenhotep I e quella della dea serpente Meretseger, cioè colei che ama il silenzio, la preferita dagli insegnati! :-))). La serie di sarcofagi 'a matriosca' di Kha, il capolavoro di geroglifici e colori del libro dei morti, 864 cm di formule funerarie, e le curiosità sulla biancheria intima, incluse le mutante di quei tempi che forse un giorno torneranno di moda. E poi la bellissima scultura di Pendua e Nefertari, la serie di statue della Dea Sekhmet, dea della guerra, la scultura 'colosso' di Seti II e la celebre Sfinge. Il faraone e la regina potevano essere rappresentati anche come sfingi, cioè con il corpo di leone e il viso d'uomo, figura che combinava la forza del felino all'intelligenza umana. 

Mummia di Gebelein

La Mummia fagotto

Mummia conservata sotto uno strato spesso di bend

Una sezione del libro dei morti

Tunica a pieghe
Statua cultuale di Amenhotep I

Le mutande degli egizi...
Scultura di Pendua e Nefertari


Davvero interessante è la mostra temporanea sulla produzione della carta dalla pianta del papiro che fonda le sue origini in Egitto, dove fu fabbricata per la prima volta nel III a.C. Il processo è mostrato da un video realizzato in collaborazione con il Museo del papiro di Siracusa, e proprio lì, a Ortigia, il cuore antico della città siciliana, ricordiamo di aver visto le canne di papiro spuntare dall'acqua della Fonte di Aretusa. 
Chiude l'esposizione la frase: "loro se ne sono andati e il loro nome è stato dimenticato, ma è la scrittura che fa si che vengano ricordati", British Museum. E' il senso del nostro passato, di quello che siamo e di ciò che rimarremo dopo la morte.
 
Grazie a tutti coloro che hanno visitato il blog e condiviso questo post. Un caloroso saluto da Amare, Viaggiare, Scrivere. 

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